L’installazione di un ascensore rappresenta una delle soluzioni più efficaci per migliorare la qualità della vita in abitazioni private e condomini, garantendo accessibilità e valorizzazione immobiliare. Tuttavia, uno dei dubbi più frequenti riguarda la possibilità di beneficiare di detrazioni per l’ascensore anche senza ristrutturazione. La normativa è complessa e varia a seconda del tipo di intervento, dei requisiti tecnici e delle finalità, in particolare quando si parla di abbattimento delle barriere architettoniche. Analizziamo nel dettaglio le principali agevolazioni e le condizioni per accedervi.
Si può detrarre l’ascensore senza ristrutturazione?
La domanda più ricorrente è se sia possibile ottenere il bonus ascensore senza ristrutturazione. La risposta è positiva: l’agevolazione più rilevante è quella prevista dall’art. 119-ter del DL 34/2020, prorogata fino al 31 dicembre 2025, che riconosce una detrazione al 75% per gli interventi finalizzati all’eliminazione delle barriere architettoniche. Questo significa che anche senza opere di ristrutturazione complessiva, l’installazione di un ascensore, di una piattaforma elevatrice o di un montascale può rientrare nelle spese agevolate, purché vengano rispettati i requisiti del bonus barriere architettoniche.
Quali agevolazioni ascensore sono disponibili nel 2025?
Oltre al bonus barriere architettoniche, restano valide altre forme di incentivo:
- le detrazioni per ascensori nell’ambito del bonus ristrutturazioni (50%), attivabili quando l’intervento rientra tra le opere di manutenzione straordinaria;
- il bonus ascensore condominio, che permette di ripartire le spese tra i condomini e inserirle nella dichiarazione dei redditi come spese ascensore deducibili nel 730;
- le agevolazioni previste dalla legge 13/89, specificamente dedicate all’eliminazione delle barriere architettoniche.
A queste si aggiungono le agevolazioni legate all’acquisto e installazione di servoscala e piattaforme elevatrici, con detrazioni variabili dal 50% al 75%.
Cosa prevede la normativa per gli ascensori in materia di detrazione fiscale?
La normativa per gli ascensori stabilisce regole precise sia sotto il profilo edilizio che fiscale. Per poter accedere alle detrazioni, è necessario che l’intervento sia conforme alle prescrizioni del DM 236/1989 e delle norme UNI EN 81-70, relative all’accessibilità e alla sicurezza degli impianti.
Dal punto di vista fiscale, la normativa per la detrazione sull’acquisto dell’ascensore richiede pagamenti tracciabili tramite bonifico parlante e l’indicazione corretta dei dati catastali dell’immobile. In alcuni casi non è richiesta la presentazione della CILA: è quindi possibile beneficiare della detrazione ascensore senza CILA, purché l’intervento sia chiaramente finalizzato all’abbattimento delle barriere architettoniche e non richieda opere edilizie invasive.
Chi ha diritto al bonus ascensore e quali requisiti rispettare?
Uno dei nodi centrali riguarda chi ha diritto al bonus ascensore. L’agevolazione spetta a:
- proprietari e nudi proprietari;
- titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione);
- inquilini e comodatari;
- familiari conviventi e conviventi di fatto che sostengono la spesa.
Il bonus non è vincolato alla presenza di persone con disabilità nell’abitazione, sebbene la detrazione ascensore per disabili rappresenti una delle finalità più tutelate dal legislatore. In generale, il requisito chiave è che l’intervento migliori l’accessibilità dell’edificio secondo i criteri tecnici previsti.
Quando l’installazione dell’ascensore rientra nella manutenzione straordinaria?
Molti utenti si chiedono se il bonus ascensore con manutenzione straordinaria sia applicabile. La risposta è sì: l’installazione di un nuovo impianto o la sostituzione con uno tecnologicamente più avanzato rientra a pieno titolo tra le opere di manutenzione straordinaria. In questo caso si può accedere sia al bonus ristrutturazioni del 50%, sia al bonus barriere architettoniche al 75%, che risulta più vantaggioso. Diverso il discorso per interventi minori, come la manutenzione ordinaria, che non beneficiano delle stesse agevolazioni se non in ambito condominiale.
Quali spese sono ammesse e come documentarle?
Le spese detraibili includono non solo la fornitura e installazione dell’impianto, ma anche le opere accessorie indispensabili, come la creazione del vano, gli adeguamenti impiantistici e la messa in sicurezza. Sono ammesse anche le spese per un ascensore nuovo senza opere murarie, ad esempio nel caso di miniascensori autoportanti installati in vani esterni.
Fondamentale è la corretta documentazione del bonus ascensore, che comprende: fatture intestate al beneficiario, bonifici parlanti con indicazione della causale corretta e, se richiesto, asseverazioni tecniche e conformità edilizie.
Sono previste detrazioni anche per montascale e servoscala?
Le agevolazioni non si limitano agli ascensori tradizionali. Il montascale con bonus fiscale e le detrazioni per servoscala rientrano nelle stesse normative sull’abbattimento delle barriere architettoniche, con detrazioni fino al 75%. Anche le piattaforme elevatrici sono comprese, rappresentando una valida alternativa in spazi ridotti o per edifici con particolari vincoli strutturali.
È possibile detrarre anche l’acquisto di ascensori usati?
Un aspetto meno noto riguarda le detrazioni per l’ascensore usato. In presenza di certificazione di conformità e installazione a regola d’arte, anche un impianto rigenerato può beneficiare delle agevolazioni fiscali, purché soddisfi i requisiti tecnici previsti dalla legge.
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